LIBERATE LE NONNE, LIBERATEVI DONNE

08 Mar 2020 BLOCK NOTES @ntonella
LIBERATE LE NONNE, LIBERATEVI DONNE

testo e foto: © Antonella Di Girolamo

 

C’è fila alla cassa del supermercato.

Tilia sceglie sempre la fila più lunga e più lenta perché le piace ascoltare le persone intorno a lei. Ormai ha sostituito quasi completamente il chiacchiericcio cosidetto “d’informazione” con lo sguardo rivolto verso gli altri.Negli incontri stradali è piacevole anche ascoltare le voci e i suoni. Le telefonate, fortuitamente ascoltate, a volte permettono l’aprirsi di finestre nella mente.La fila alla cassa si muove lentamente e le persone, come guarite dalla fretta nevrotica, non protestano. Forse tenere la bocca chiusa ha potere tranquillizzante. Ma non per tutti. Una persona, l’ultima della fila, è al telefono.

Il tono, non proprio sottovoce, permette a Tilia di ascoltare e seguire perfettamente la conversazione anche se è a debita distanza, come suggerito dalle autorità tecnico-scientifiche e dalle autorità di governo, nonché dal buonsenso.

Fingendo indifferenza Tilia si gira per guardare.

Donna. Circa 70 anni. Ben vestita. Indossa un giaccone, lunghezza media, di un bel rosso scuro. Dei capelli, tagliati con molta cura, si capisce che hanno avuto esperienze di tintur-dipendenza, ma che, ormai da mesi, hanno preso la via della liberazione.

Tilia avverte che il tono della conversazione telefonica è gentile, con una modulazione che suggerisce comprensione e accoglienza.


“Certo certo capisco… lo so la situazione è seria, grave, ma invece di lamentarci o andare in ansia, cerchiamo di fare la nostra parte e seguire i suggerimenti, di trovare anche noi delle soluzioni fattibili alle nostre questioni quotidiane e personali, con un po’ di criterio”

“Certo certo capisco…ma insomma questo atteggiamento catastrofista e ansiogeno comincia diventare faticoso, quasi insostenibile. Dovremmo mantenere la calma per rimanere lucide”

“Certo certo capisco…lo so che c’è il rischio che l’economia si fermi”

“Certo certo capisco…lo so che se l’economia si ferma il danno sarà terribile ma forse la salute pubblica è più importante. D’altronde se ci ammaliamo in tanti o tantissimi nello stesso momento l’economia si ferma lo stesso…”

“Certo certo capisco…sì, lo so, consigliano a quelli della mia età di stare a casa, ebbene ne sto approfittando per fare lunghe telefonate e buone letture e ho ripreso a lavorare a maglia”

“Carissima potresti ricamare!”

I decibel aumentavano gradatamente e il tono delle vocali iniziava ad avere un suono acidulo, quasi stridulo. Si poteva percepire una leggera alterazione.

 

“ Tesoro. Ho lavorato una vita, mi sono occupata della famiglia, del marito, delle figlie, della casa, dei genitori e dei suoceri e ho lavorato comunque una vita. E adesso dovrei…i nipoti…?

Tesoro, le figlie, sposate con figli, lavorano e hanno uno stipendio, ondepercuilaquale, possono pagare una babysitter.

Così, dato che ci si preoccupa del fermo dell’economia, muovono almeno l’economia delle babysitter.

Capisco che le nonne sono gratis, ma le nonne sono ancora persone e, senza sensi di colpa, se davanti al giudizio universale saranno fulminate…pazienza!!”

 

Chiuso il telefono, la voce fa un sospiro, con una espirazione così profonda da svuotare i polmoni e, immaginando una platea di madri, ma rivolgendosi alla variopinta collettività della fila, conclude:

“Care mamme se lavorate, avete lo stipendio per poter pagare una babysitter così date una mano all’economia mentre

se non lavorate, avete il tempo di stare a casa con i figli ! e, cari figli e figlie, dei vostri figli occupatevene voi. Oh! Liberate le nonne!”

La gentil nonna chiuse il suo monologo con voce forte e calma ritrovata.

La fila era in silenzio, avanzava lentamente, sempre a debita distanza, e nessuno interloquiva con la gentil nonna.


Una giovane donna, con una bimbetta al seguito, recupera il resto con calma. Inizia a riporlo nel portafoglio, diviso nei giusti spazi. Le monete da una parte, quella che si chiude con la zip, e le banconote, ben stese, nella parte che rimane aperta.

Poi si gira rivolgendosi alla gentil nonna.

“Signora ci sono anche mamme single e monoreddito o bassoreddito, senza nonne, che si organizzano con babysitter collettive o fanno turni alternandosi con amiche” e sorridendo aggiunge “che dispiacere per quelle madri senza amiche, con nonne, ma senza amiche”

La gentil nonna sorride e “Le va un caffè?”

La giovane donna sorride e “Perché no?”

Tilia osserva le due donne che, senza stringersi la mano, escono insieme dal supermercato.

 

LIBERATE LE NONNE, LIBERATEVI DONNE

Questa è una fake story, nulla è vero.

Forse.